{"id":27891,"date":"2023-04-10T12:11:08","date_gmt":"2023-04-10T10:11:08","guid":{"rendered":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/?p=27891"},"modified":"2023-04-11T12:11:45","modified_gmt":"2023-04-11T10:11:45","slug":"2023-04-10-bortotto-sergio-spn-0130612122539208","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/2023\/04\/10\/2023-04-10-bortotto-sergio-spn-0130612122539208\/","title":{"rendered":"2023.04.10 &#8211; BORTOTTO SERGIO\u00a0&#8211; SPN &#8211; 0130612122539208"},"content":{"rendered":"<p>Oggetto: 2023.04.10 &#8211; BORTOTTO SERGIO\u00a0&#8211; SPN &#8211; 0130612122539208 &#8211; referente: ME STESSO<\/p>\n<p>DENUNCIANTE<br \/>\nNome:\u00a0<strong>SERGIO<\/strong><br \/>\nCognome:\u00a0<strong>BORTOTTO<\/strong><br \/>\nCodice Unico Personale:\u00a0<strong>0000000234501000<\/strong><br \/>\nin qualit\u00e0 di:\u00a0<strong>PARTE LESA<\/strong><br \/>\n&#8212;<br \/>\nCIRCOSTANZE<br \/>\ndata iniziale del fatto segnalato:ANNO 2000<br \/>\nluogo iniziale del fatto segnalato:QUESTURA DI TREVISO<br \/>\nsoggetti ritenuti responsabili:NOTI E CONOSCIUTI<br \/>\nPrecisazione:POLIZIA DI STATO ITALIANA<br \/>\n&#8212;<br \/>\n<strong>DENUNCIA QUANTO SEGUE<\/strong><br \/>\nHo ritrovato le prove e si riapre una profonda ferita nell\u2019animo.<br \/>\nQuando nell\u2019anno 2000 sono stato destituito dalla Polizia di Stato e allontanato come un sacco di spazzatura, mi sono reso conto che quest\u2019italia non meritava una persona come me \u2026 onesta, per bene, inflessibile nei principi morali che ispiravano il mio servizio di ogni giorno.<br \/>\nHo avuto modo di constatare che non c\u2019\u00e8 stata una istituzione dello stato capace di rendere giustizia e che la complicit\u00e0 di molti fra colleghi e superiori era ignobile per l\u2019evidenza della loro stessa disonest\u00e0.<br \/>\nHo avuto a che fare con una banda di criminali, comportatisi come una vera e propria associazione a delinquere per assecondare una dolosa volont\u00e0 di piegare i miei intenti e assoggettarmi alla loro volont\u00e0 \u2026 \u201cattacca u ciuccio dove vuole il padrone\u201d mi sentivo spesso ripetere.<br \/>\nE anche pi\u00f9 recentemente, ex colleghi che hanno avuto il coraggio di rinfacciarmi \u201c \u2026 se tu fossi stato zitto e ti fossi adeguato adesso avresti fatto carriera \u2026\u201d<br \/>\nAd oggi non mi vogliono neppure riconoscere il diritto alla pensione e i miei ventidue anni di servizio, pi\u00f9 i cinque pagati anticipatamente, non risultano ad in Inps e Inpdap (precedente).<br \/>\nMa la verit\u00e0 torna a galla e le prove sono riuscito a recuperarle.<br \/>\nNon avr\u00f2 certamente giustizia e chi dovrebbe non pagher\u00e0 per le proprie malefatte.<br \/>\nMa il mio onore non potete macchiarlo e far\u00f2 tutto il possibile per cacciarvi dalle Terre della mia Patria, la Serenissima Repubblica di Venezia, perch\u00e9 avete proprio dimostrato ci\u00f2 che siete, una banda di malvagi che basate le vostre ragioni sulla frode e la menzogna.<br \/>\n\u201c \u2026 Mia \u00e8 la vendetta\u2026\u201d dice il Signore e buon per voi che io credo in Dio e nella sua Giustizia.<br \/>\nLa tormentata vicenda fra me e la mia precedente amministrazione, la Polizia di Stato per l\u2019appunto, si \u00e8 trascinata pi\u00f9 o meno dal 1984 al 2000.<br \/>\nIn principio, agente in servizio alla Questura di Verona, denunciavo la sparizione di un quantitativo di droga e il conseguente accanimento disciplinare riservatomi sfociato addirittura in insoliti accertamenti psichiatrici.<br \/>\nEcco il messaggio facebook che AURELIANO STECCANELLA mi ha inviato. Lo pubblico anche per contrastare le maldicenze di ex colleghi e dei soliti delatori che oltre a non conoscermi dimostrano solo tanta inutile cattiveria. All\u2019epoca dei fatti di cui parla avevo si e no 20 anni e sono fiero di essere stato un poliziotto cos\u00ec \u2026 veramente al servizio della gente.<br \/>\n\u2014<br \/>\nCaro Sergio, finalmente, dopo tanti anni, sono riuscito a trovarti.<br \/>\nHo sentito sbalordito alcune vicissitudini che ti hanno costretto ad abbandonare la polizia.<br \/>\nRicordo quando prestavi servizio a Verona, sei stato un grande.<br \/>\nUna persona di gran cuore e rispetto\u2026sia per la divisa che orgogliosamente indossavi, sia come uomo.<br \/>\nCi\u00f2 che hai fatto per noi, ragazzi un po\u2019 sbandati a quel tempo, \u00e8 rimasto sempre impresso nella mia memoria.<br \/>\nLa tua amicizia, la tua dedizione per le cose giuste, per la verit\u00e0, per il rispetto, sono ancora un esempio per me che ormai ho 47 anni.<br \/>\nSono felice di averti ritrovato e constatare che, nonostante tutto, stai bene.<br \/>\nNon ti ho mai dimenticato.<br \/>\nPersone come te sono rare e avere la fortuna d\u2019averle incontrate e conosciute, \u00e8 sempre un onore.<br \/>\nGrazie per come sei.<br \/>\n6 agosto 2015<br \/>\nCon affetto, Aureliano Steccanella.<br \/>\n\u2014<br \/>\nCostretto a trasferirmi, nel 1986 denunciavo per peculato e contrabbando un Vice Questore un Maresciallo e due Appuntati mentre mi trovavo in servizio al Settore di Polizia di Frontiera terrestre di Bolzano \u2013 Commissariato di Malles Venosta (Bz).<br \/>\nRiesplodeva cos\u00ec una inaudita, cinica e vessatoria opera di ritorsione contro di me, posta in essere da molti superiori soprattutto con l\u2019abuso dello strumento disciplinare e a fronte della quale potevo solo \u201clevare lo scudo\u201d dei ricorsi amministrativi.<br \/>\nIn sostanza ero costretto a difendermi in moltissimi procedimenti disciplinari, per i pi\u00f9 dannosi dei quali ricorrevo in sede giurisdizionale; si consideri che vivendo e traendo il mio sostentamento dallo stipendio, mia unica fonte di reddito, mi era impossibile oppormi a tutte le sanzioni disciplinari per una mera questione economica.<br \/>\nDestituito una prima volta nel 1987 e poi riassunto in servizio con ordinanza del TAR Lazio, consolidata da una successiva ordinanza del Consiglio di Stato, nonch\u00e9 dalla consecutiva sentenza in mio favore dello stesso tribunale amministrativo, venivo trasferito a Nettuno (Roma) presso il Centro di addestramento per Sovrintendenti e perfezionamento per i Ispettori della Polizia di Stato dove, come vincitore di concorso interno, concludevo l\u2019addestramento per la nomina a V. Sovrintendente, costretto, l\u2019anno precedente, ad abbandonare l\u2019ultimo giorno di corso, perch\u00e9 destituito.<br \/>\nMio malgrado entravo in graduatoria come ultimo fra quasi un migliaio di colleghi, (si consideri tutto l\u2019aspetto retributivo legato alla posizione di qualifica) e, dopo un breve periodo venivo trasferito in Calabria nell\u2019istituendo XII\u00b0 Reparto Mobile \u2026 da Malles Venosta (Bz) ai confini con l\u2019Austria e la Svizzera, all\u2019estremo sud, (io sono nativo di Vicenza e mi ero arruolato con reclutamento regionale).<br \/>\nNel frattempo, il disagio professionale, legato alla lontananza da casa, dai propri affetti, dagli amici nonch\u00e9 dalle infrante aspettative personali era alimentato dai palesi e insistenti inviti ad abbandonare la polizia.<br \/>\nOgni giorno di pi\u00f9, infatti, ero destinatario di una vessante persecuzione posta in essere con l\u2019abuso dello strumento disciplinare ma anche con una miriade di azioni \u201cmobbizzanti\u201d \u2026 la mia qualifica di V. Sovrintendente non riconosciuta dai superiori, comandato in servizio agli ordini di sott\u2019ordinati, atteggiamenti e provocazioni anche fisiche.<br \/>\nIntraprendevo anche la strada dell\u2019attivit\u00e0 sindacale nel vano tentativo di contrastare il crescente abuso ma, non serviva a nulla \u2026 mai come in tale militanza durata molti anni, mi sono sentito cos\u00ec \u201cvenduto e tradito\u201d.<br \/>\nLa prima esperienza al S.I.U.L.P. (ero iscritto a tale sindacato quando denunciai i superiori a Malles); non serviva neppure quando militai nel So. di Po., un sindacato autonomo di polizia nel quale ho svolto anche funzioni di segretario provinciale e regionale per il Veneto nonch\u00e9 consigliere nazionale.<br \/>\nNel 1989 venivo trasferito alla Questura di Treviso ma il persistere di una sistematica e implacabile attivit\u00e0 persecutoria mi trovava sempre impegnato a difendermi anche da fallaci, spudorate e assurde accuse trascinate anche innanzi alla giustizia penale e tutte decadute; ricordo in particolare la presunta diffamazione di un funzionario di polizia che avrei posto in essere attraverso un comunicato sindacale, (in tale documento non vi \u00e8 alcun riferimento al dirigente che non conoscevo e che era giunto a Treviso solo da poco).<br \/>\nMi veniva inoltre revocata la patente di guida, ottenuta con esami regolari e non tramite la conversione da quella di polizia; nonostante il ricorso al TAR Veneto, ero costretto a sottopormi alla revisione della patente, dopo quasi due anni di attesa, (periodo nel quale, non potevo guidare).<br \/>\nEra tale lo stillicidio di provocazioni e problemi creatimi sul posto di lavoro che avevo eletto domicilio legale presso lo studio di un avvocato per evitare di dovermi quotidianamente confrontare con le notifiche di nuovi procedimenti disciplinari; nonostante ci\u00f2, in pi\u00f9 occasioni, venivo raggiunto addirittura fuori servizio, perfino in altre localit\u00e0 \u2026 presso l\u2019abitazione di familiari, mentre mi intrattenevo con amici \u2026 in locali pubblici.<br \/>\nLa tormentata quotidianit\u00e0 professionale, comunque, non intaccava il mio senso del dovere e la mia professionalit\u00e0; raggiungevo la qualifica di Ispettore e, per una serie di contestabili ragioni, non quella di Ispettore Capo, Superiore e Sostituto Commissario, come i colleghi di pari\/corso; la professionalit\u00e0, ma vorrei anche dire la passione che ho sempre avuto per tale lavoro, era confortata dal sostegno di molti cittadini di Treviso che con petizioni (anche di 150 firme), evidenziava il contrastato giudizio dei miei superiori, per i quali, rimanevo probabilmente il peggior poliziotto.<br \/>\nA seguito anche di tali petizioni, il sindaco del capoluogo della Marca inviava una lettera di protesta al capo della polizia per il trattamento riservatomi e alla quale fece \u201ceco\u201d una ispezione ministeriale il cui Prefetto Ispettore, LO MASTRO Ciro auspicava, assicurandomi in proposito, l\u2019imminente trasferimento ad una sede di servizio richiesta inutilmente pi\u00f9 volte gli anni precedenti; le sue conclusioni, inoltre, evidenziavano, in tutta la mia vicenda, non poche responsabilit\u00e0 da parte della stessa amministrazione di polizia.<br \/>\nNonostante ci\u00f2, alcuni mesi dopo, il Ministero dell\u2019Interno, avviava la procedura d\u2019ufficio per il mio allontanamento da Treviso per incompatibilit\u00e0 ambientale \u2026 in pratica, venivo trasferito perch\u00e9 indesiderato, procedura usuale nel caso di poliziotti il cui comportamento risulti palesemente discutibile con le proprie funzioni); tale prassi, pertanto, giustificava la mia destinazione a chiss\u00e0 quale sede e mi umiliava.<br \/>\nLa mia opposizione ad una simile soluzione, rafforzata dal documentato sostegno di molti cittadini, costringeva il Ministero a rendermi noto e a fornirmi copia, ai sensi della Legge 241\/90, (quella della trasparenza negli atti amministrativi), di una lettera\/petizione di una quarantina di colleghi della Questura di Treviso; proprio in tale scritto si chiedeva il mio allontanamento per non meglio precisati abusi e prepotenze da parte mia in danno di colleghi e addirittura di cittadini; il documento concludeva con la minaccia che, se non si sarebbe provveduto in tale senso, qualcuno sarebbe passato alle vie di fatto.<br \/>\nOppostomi ad una simile spudorata calunnia il Ministero congelava il tentativo di trasferimento d\u2019ufficio; presentavo denuncia contro gli artefici di tale documento, ma, come per le altre precedenti denunce, non conseguivo alcun effetto.<br \/>\nRimanevo dunque a Treviso ma trasferito, dalla sezione volanti, alla divisione anticrimine della Questura dove, per molto tempo, nonostante la qualifica di ispettore, non disponevo di una sedia, di una scrivania, di un telefono, di una semplice penna per svolgere il mio lavoro; era tale la frustrazione che accusavo malessere ogni volta che venivo avvicinato da superiori per delle contestazioni.<br \/>\nUna mattina di dicembre del 1998, non sopportando oltre le angherie e la fortissima tensione, consegnavo distintivo ed armamento denunciando con atto scritto al mio dirigente e all\u2019ufficio sanitario della Questura, la persistente gravissima persecuzione e la volont\u00e0 di tutelare la mia salute psicofisica; ottenevo cos\u00ec la certificazione sanitaria, (dal medico di polizia), di uno stato d\u2019ansia generalizzato con sei giorni di prognosi con effetto immediato.<br \/>\nMi rivolgevo nel frattempo alla struttura sanitaria pubblica effettuando una successiva visita specialistica che confermava tale malessere, dipendente dalla situazione ambientale lavorativa, prolungandone il periodo di alcuni mesi.<br \/>\nEra chiaro, a quel punto, che il referto dello specialista della USL di Treviso, denotava lo stress occupazionale al quale ero sottoposto e pertanto rafforzava la mia denuncia scritta con la quale mi ero rifiutato di proseguire il servizio in tali condizioni.<br \/>\nProprio per questo, infatti, mi veniva notificata l\u2019ennesima contestazione di addebiti, con proposta di destituzione dal servizio (licenziamento).<br \/>\nVenivo accusato di mancata presentazione all\u2019ospedale militare di Udine, per la visita di idoneit\u00e0 al servizio al termine del periodo di malattia.<br \/>\nIn sostanza, tentavano di ignorare lo scomodo referto dello specialista dell\u2019USL, asserendo che avrei disatteso la disposizione di presentarmi all\u2019ospedale militare.<br \/>\nIl sanitario di polizia, in realt\u00e0, produceva un nuovo e diverso certificato medico relativo ai sei giorni di malattia assegnatemi, asserendo di avermene concessi solo cinque.<br \/>\nUn giorno in meno sul referto, infatti, non dava continuit\u00e0 al periodo di malattia che, nel frattempo, si era protratta con la certificazione sanitaria dello specialista dell\u2019USL e che puntualmente avevo provveduto a notificare alla Questura stessa.<br \/>\nSmascheravo l\u2019inganno, dimostrando di essere in possesso di una copia del primo certificato medico e sfumata la possibilit\u00e0 di perseguirmi disciplinarmente in tal senso, ignorando la responsabilit\u00e0 del sanitario di polizia, che non veniva deferito all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria o ad una commissione disciplinare, veniva promossa a mio carico una ulteriore contestazione \u2026 (questo documento era pubblicato in tale atto e messo a confronto con il vero e primo certificato medico del sanitario di polizia con quello prodotto in un secondo momento con un giorno in meno per tentare di accusarmi di non essermi presentato all\u2019ospedale militare \u2026 il documento fotografico qui precedentemente pubblicato e conservato in atti \u00e8 letteralmente sparito a seguito delle subite e pretestuose perquisizioni da parte degli ex colleghi).<br \/>\nSulle ceneri del precedente tentativo, nasceva cos\u00ec l\u2019ennesimo procedimento disciplinare; se prima venivo accusato di non essermi presentato all\u2019ospedale militare, ora venivo accusato di essermi rifiutato di dare il consenso alle visite di idoneit\u00e0 al servizio.<br \/>\nL\u2019assurdit\u00e0 e la falsit\u00e0 di una simile accusa \u00e8 ampiamente documentata negli atti di quasi un anno di malattia protrattosi per fare questa visita che \u201cinspiegabilmente\u201d l\u2019ospedale miliare di Udine ritardava a farmi.<br \/>\nNell\u2019evolversi dei fatti, pi\u00f9 volte avevo inutilmente richiesto copia della mia documentazione sanitaria ma, solo dopo aver notificato una diffida a mezzo ufficiali giudiziari, ottenevo parte di essa dall\u2019ospedale militare di Verona di II ^ istanza, la commissione alla quale avevo fatto appello contro la decisione del collegio medico militare di Udine.<br \/>\nQuesti atti confermavano i miei sospetti; infatti, nonostante il contrastante giudizio dello specialista da loro stessi incaricato, la commissione dell\u2019ospedale militare di Verona, mi rinviava a quella di Udine confermandone l\u2019ulteriore periodo di inidoneit\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec, se il mio rientro in servizio attivo in polizia era reclamato dal giudizio favorevole di due specialisti, una vergognosa inerzia degli organi medico\/legali dell\u2019ospedale militare di Udine ne osteggiava il compimento.<br \/>\nInutili e ripetuti rinvii di tale visita si trascinavano da mesi quando, accampando il pretesto di ulteriori imprecisati accertamenti clinici, di natura psichiatrica, pretendevano il mio consenso per ulteriori analisi e per il ricovero presso non meglio precisate strutture sanitarie.<br \/>\nAncora una volta chiedevo spiegazioni; infatti, non mi era chiaro, come non lo \u00e8 tutt\u2019ora, il motivo per cui, dopo mesi di rinvii, ora mi veniva chiesto un consenso per delle visite di idoneit\u00e0 al servizio che per prassi ero obbligato a fare.<br \/>\nMi presentavo infine con un testimone provocando la reazione della commissione medica dell\u2019ospedale militare di Udine; questa, dopo aver intimidito il mio osservatore, tentava di fare altrettanto con me accusandomi d aver introdotto un civile in una struttura militare e chiamando con risibile risultato una pattuglia di carabinieri per identificare l\u2019intruso.<br \/>\nSolo a dicembre 1999 riuscivo finalmente a fare la visita di idoneit\u00e0 al servizio.<br \/>\nLa C.M.O. di Udine, per\u00f2 respingeva la mia idoneit\u00e0 certificando addirittura altri sei mesi di malattia ai quali mi opponevo tornando in II ^ istanza all\u2019ospedale militare di Verona; qui, incredibilmente, tale giudizio veniva ribaltato ed essendo idoneo, riammesso in servizio poco tempo dopo.<br \/>\nDopo una serie di altre vicissitudini professionali, periodi di sospensione dal servizio per precedenti sanzioni disciplinari e addirittura percosse fisiche da me subite ad opera di superiori e inutilmente denunciate, venivo destituito con la motivazione assurda di essermi rifiutato di dare il consenso alle visite alla C.M.O. di Udine avendo provocato, con ci\u00f2, grave pregiudizio all\u2019amministrazione di appartenenza.<br \/>\nIl ricorso al Tar del Lazio ha avuto esito favorevole ma il Ministero dell\u2019Interno si opponeva con un\u2019ultetiore ricorso al Consiglio di Stato (tanto mica pagano loro \u2026 usano i soldi dei contribuenti \u2026 a differenza dei poliziotti che devono opporsi e che si devono arrangiare); dopo pochi mesi, il Cosiglio di Stato emetteva sentenza senza che il mio legale si fosse costituito in giudizio e con un\u2019udienza senza la presenza dell\u2019avvocatura generale dello stato (per il Ministero) e dell\u2019 avvocato difensore (per me).<br \/>\nIn questi anni di servizio ho constatato dal vivo e sulla mia pelle la difficolt\u00e0 a combattere su due fronti \u2026 quello \u201cesterno\u201d e \u201cnaturale\u201d della crminalit\u00e0 e quello \u201cinterno\u201d ancor pi\u00f9 subdolo e talvolta cruento, fatto di soprusi, vessazioni, imbrogli, calunnie, intimidazioni al pari di quelle mafiose, mancanza del rispetto delle regole, delle leggi, del senso dell\u2019onore e di quei valori che troppe volte ho visto spegnersi con la vita di colleghi caduti in servizio per una Patria che non ha la forza e il coraggio di liberarsi da questa corruzzione anche morale.<br \/>\nMa l\u2019italia \u00e8 anche tutto questo e solo dopo alcuni anni dalla mia ingiusta destituzione dalla polizia di stato ne ho scoperte le ragioni \u2026 (<a href=\"http:\/\/www.mlnv.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.mlnv.org&amp;source=gmail&amp;ust=1681287094602000&amp;usg=AOvVaw1YPwVvxERvc90BPfnutioR\">www.mlnv.org<\/a>)<br \/>\nSergio Bortotto<br \/>\n\u2014<br \/>\necco la lettera di protesta e di solidariet\u00e0 nei miei confronti di alcuni cittadini di Treviso<br \/>\n\u2014<br \/>\nproprio il \u201cpeggior poliziotto\u201d, votato anche come personaggio dell\u2019anno<br \/>\n\u2014<br \/>\ned ecco il pretestuoso motivo del mio licenziamento dalla polizia italiana \u2026 basato sempre su falsit\u00e0<br \/>\n\u2014<br \/>\nda un articolo de LA TRIBUNA (vedi qui)<br \/>\nMinacce, indagato Bortotto<br \/>\nL\u2019accusa: ha scritto tre lettere a Sartore, medico della Polizia<br \/>\ndi Fabio Poloni<br \/>\nLa questura di Treviso: la perquisizione a Bortotto \u00e8 scattata alle 7<br \/>\nLa Digos gli ha perquisito la casa e l\u2019ufficio sequestrandogli i computer, e lo ha denunciato per minacce, accusandolo di aver scritto tre lettere minatorie a Marco Sartore, medico della polizia.<br \/>\nNel mirino Sergio Bortotto, ex poliziotto, \u00abministro dell\u2019Interno dell\u2019Autogoverno del popolo veneto\u00bb, uno degli indagati \u2013 l\u2019accusa \u00e8 di aver costituito un\u2019associazione paramilitare \u2013 nell\u2019inchiesta sulla \u00abPolisia veneta\u00bb.<br \/>\nLa perquisizione.<br \/>\nIl blitz \u00e8 scattato ieri mattina alle sette: gli uomini della Digos della questura di Treviso, decreto di perquisizione alla mano, hanno bussato alla porta di Bortotto.<br \/>\nDopo aver perquisito la casa e portato via un computer, \u00e8 stato il turno del posto di lavoro di Bortotto, ovvero l\u2019ufficio per la sicurezza del parco commerciale di Villorba: anche l\u00ec la polizia ha prelevato un computer.<br \/>\nL\u2019uomo \u00e8 stato poi portato in questura a Treviso.<br \/>\nLe accuse. L\u2019avviso di garanzia cita gli articoli 81 e 612 del codice penale, ovvero minacce continuate.<br \/>\nA Bortotto vengono attribuite tre lettere minatorie spedite a Marco Sartore, medico della polizia, nell\u2019ottobre del 2010.<br \/>\nLe lettere, distinte ma uguali nei contenuti (\u00abConosciamo la tua identit\u00e0 e la tua residenza\u00bb), sono state spedite da Trevignano, Montebelluna e Valdobbiadene.<br \/>\n\u00abIo non c\u2019entro assolutamente nulla \u2013 dice Bortotto \u2013 e vorrei sapere come fanno ad attribuirle a me\u00bb.<br \/>\nI precedenti.<br \/>\nBortotto fu \u201cespulso\u201d dalla polizia nel 2000 dopo una lunga vicenda, nata da alcune sue denunce contro superiori (prima per una sparizione di droga, poi per peculato e contrabbando) e passata attraverso una causa per mobbing.<br \/>\nC\u2019\u00e8 proprio la firma del dottor Marco Sartore in alcuni referti medici collegati alla vicenda.<br \/>\nPolisia veneta.<br \/>\nE\u2019 stata rinviata al 21 gennaio prossimo l\u2019udienza a carico dei 6 esponenti della Polisia Veneta, tra i quali Bortotto.<br \/>\n\u00abE\u2019 chiaro \u2013 attacca Bortotto \u2013 che l\u2019obiettivo di questa vicenda \u00e8 il nostro movimento.<br \/>\nReagiremo, anche in sede internazionale, con una denuncia all\u2019Onu.<br \/>\nVogliamo anche sapere che fine hanno fatto le armi legalmente detenute dal dott. Paolo Gallina, Vice Presidente del MLNV e Capo della Polizia Locale di un Comune della provincia trevigiana e che la polizia italiana avrebbe sequestrato nel 2009, ma di cui non si \u00e8 mai vista alcuna convalida di sequestro\u00bb.<br \/>\n(i fatti successivi a questa ennesima inchiesta farsa hanno dimostrato la calunniosa e pretestuosa intenzione delle autorit\u00e0 d\u2019occupazione straniere italiane che ancora oggi, violando gravemente le loro stessi leggi penali e di procedura penale, non sono neppure in grado di concludere l\u2019inchiesta con grave imbarazzo e vergogna delle istituzioni italiane).<br \/>\nMa che fine ha fatto anche questa inchiesta?<br \/>\nNessuna, un\u2019autentico buco nell\u2019acqua \u2026 una farsa vergognosa che polizia e procura tentano di far dimenticare.<br \/>\nDel procedimento non si sa pi\u00f9 nulla cos\u00ec come degli effetti personali \u201crubati\u201d dalla polizia nella mia abitazione e nei miei uffici e che ancora oggi si rifiutano di restituire.<br \/>\nLADRI!<br \/>\nPer i fatti suesposti si chiede la registrazione a ruolo giudiziario dei responsabili se ne sussistono le ragioni.<br \/>\nSERGIO BORTOTTO<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"CToWUd a6T\" src=\"https:\/\/ci5.googleusercontent.com\/proxy\/lhKUI7isazf2DAQ8WzVb-Udr6lnAWgIRWj_uIKNUr1WfvH6tKJ4IVc6Y3gi2P_tb_DIOTqCG3fgSdKOiInfcsSBOD6sN3CvJmlWEzURmI1OqMvYF1UN_ix3QKHQkOCp4JM3A9eQQ5LCekWM5qiXEPai5T5nK4ii67sw0SOL0rQ=s0-d-e1-ft#http:\/\/anagrafe.mlnv.org\/main\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/DIPARTIMENTO-POLISIA-NASIONALE-1-e1666539261403.png\" alt=\"REPUBLICA VENETA MOVIMENTO DE LIBERASIONE NASIONALE DEL POPOLO VENETO POLISIA NASIONALE\" data-bit=\"iit\" \/><\/p>\n<p>La presente comunicazione (contrassegnata dal codice 0130612122539208) \u00e8 pervenuta a seguito dalla compilazione del modulo on-line, predisposto dal Proveditorato Generale de la Polisia Nasionale Veneta del Governo Veneto Provisorio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"CToWUd\" src=\"https:\/\/ci6.googleusercontent.com\/proxy\/wIoQm8z39WIU3C7bT-4b-2HNrA1TFKmtxA_M2SAZpvthgQ5omHECZTkSDMFoR-GKi_Tc6S6qCFwbY4KUDxzojPp1FhxxhyjrOwUKtiV0dkIW7O-qdGCP2IhFTzHpYFDOElGcNe9YeiUSf2w6V4U=s0-d-e1-ft#http:\/\/anagrafe.mlnv.org\/main\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sigilo-de-Stato-e1570183065659.png\" alt=\"REPUBLICA VENETA MOVIMENTO DE LIBERASIONE NASIONALE DEL POPOLO VENETO GOVERNO VENETO PROVISORIO\" data-bit=\"iit\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggetto: 2023.04.10 &#8211; BORTOTTO SERGIO\u00a0&#8211; SPN &#8211; 0130612122539208 &#8211; referente: ME STESSO DENUNCIANTE Nome:\u00a0SERGIO Cognome:\u00a0BORTOTTO Codice Unico Personale:\u00a00000000234501000 in qualit\u00e0 di:\u00a0PARTE LESA &#8212; CIRCOSTANZE data iniziale del fatto segnalato:ANNO 2000 luogo iniziale del fatto segnalato:QUESTURA DI TREVISO soggetti ritenuti responsabili:NOTI E CONOSCIUTI Precisazione:POLIZIA DI STATO ITALIANA &#8212; DENUNCIA QUANTO SEGUE Ho ritrovato le prove e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-27891","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spn"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27891"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27891\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27893,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27891\/revisions\/27893"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/gaxetauficiale.mlnv.org\/main\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}