Oggetto: 2026.01.24 – CELOT BENEDETTO – SPN – 0160328112452569 – referente: ME STESSO
DENUNCIANTE/SEGNALANTE
Nome: BENEDETTO
Cognome: CELOT
Codice Unico Personale: 20170913141401
in qualità di: PARTE LESA
—
CIRCOSTANZE
data iniziale del fatto segnalato:GIOVEDì 22 GENNAIO 2026 ORE 16:00 CIRCA
luogo iniziale del fatto segnalato:LEROY MERLIN (NEGOZIO APERTO AL PUBBLICO) – VIA BRESCIA 20, OLMI DI SAN BIAGIO DI CALLALTA (CONTEA DI TREVISO)
soggetti ritenuti responsabili:NOTI E CONOSCIUTI
Precisazione:CARDILLO MARIO E LA RAGAZZA GIOVANE MULATTA CON CAPELLI SCURI E RICCI
—
DENUNCIA/SEGNALAZIONE QUANTO SEGUE
Con l’invio della presente DENUNCIO quanto segue:
il giorno 22 gennaio 2026 alle ore 16:00 circa mi sono recato presso il negozio aperto al pubblico LEROY MERLIN con sede a OLMI di SAN BIAGIO DI CALLALTA (Contea di TREVISO).
Nel momento in cui stavo superando l’entrata vengo fermato da un addetto del negozio il quale mi ha impedito di accedervi in quanto indossavo in spalla il mio zaino personale nel quale ripongo tutti i miei effetti di valore e strettamente attinenti alle mie attività personali. Tutto ciò per evitare di lasciarli in un’autovettura parcheggiata e incostudita.
Io gli faccio presente che con l’impedimento che mi sta imponendo, agli effetti pratici sta ostacolando la mia libera circolazione e la mia libertà personale di circolare e accedere al negozio portando con me gli effetti personali che voglio che restino con me.
Mi dice che non posso e devo metterli dentro un armadietto di cui loro dispongono e provvisto di una loro chiave.
Io gli dico che non voglio metterlo dentro il loro armadio.
Gli faccio inoltre presente che non capivo perché io non potessi accedere al negozio con il mio zaino in spalla, mentre constatavamo entrambi in quel momento che c’erano donne che entravano e uscivano con borse a tracolla di varie dimensioni.
Lui mi dice che la disposizione a lui impartita riguarda solo gli zaini.
Io gli dico che non trovo giusto perché non trovo alcuna differenza sostanziale fra avere una borsa a tracolla o uno zaino in spalla.
Aggiungo inoltre che il negozio potrebbe essere provvisto di telecamere e se così non fosse poteva seguirmi all’interno, ma non poteva impedirmi di accedere, rassicurandolo inoltre che gli avrei aperto lo zaino.
La risposta è stata che lui non ha tempo di seguire i clienti all’interno del negozio e che non poteva chiedermi di aprire lo zaino.
A questo punto visto che persisteva nel proibirmi l’accesso al negozio, gli chiedo da darmi le sue generalità.
Lui mi chiese chi fossi aggiungendo “un carabiniere, un poliziotto” per chiedergli questo e a cosa mi servissero.
Io gli ho risposto qualificandomi come “Uficiale Federale Publico, Movimento di Liberasione Nasionale del Popolo Veneto” aggiungendo che i suoi dati mi servivano per denunciare quanto stava accadendo.
Lui si è rifiutato scrivendo su un piccolo foglio di carta il suo numero di matricola “19871”.
Gli ho chiesto nuovamente il suo cognome e nome, ma mi ha risposto che avrebbe chiamato un responsabile.
Dopo qualche minuto arriva una ragazza giovane con capelli scuri e ricci che si contraddistingueva per i suoi tratti somatici non Veneti, dalla pelle mulatta e/o olivastra.
Cerco di spiegare la situazione ma anche lei è risoluta nel sostenere che non potessi entrare in negozio e inizia a parlare al telefono con qualcuno, mentre lo fa mi guarda e ride.
Io le chiedo perché ride e lei mi risponde che non sta ridendo ma è semplicemente al telefono con il direttore.
Le chiedo ugualmente di darmi il suo nominativo ma le si gira e mi dà la spalle.
A quel punto il primo operatore che mi ha impedito l’accesso mi ha chiesto testualmente “se ti dò il mio nome e cognome chiudiamo qua la questione”.
Io ho ribadito più volte che avrei provveduto a denunciare l’episodio e lui mi ha detto chiudiamola qua e mi ha fornito le sue generalità riportandole sul foglio dove prima aveva indicato il suo numero di matricola, scrivendo MARIO CARDILLO.
A questo punto la ragazza mulatta si avvicina e gli dice che da lì non potevo uscire con i nominativi, ma lui le ha risposto “gli dò il mio nominativo e la chiudiamo così”.
A quel punto me ne sono andato.
Le seguenti fonti on-line:
https://www.imille.com/2025/
https://distribuzionemoderna.
riportano che dal corrente mese di gennaio dell’anno 2026 il nuovo direttore generale di LEROY MERLIN italia è Ignacio Sánchez Villares.
Preciso che lo zaino mi ero spontaneamente reso disponibile io ad aprirglielo anche senza alcuna richiesta da parte sua.
Inoltre il dibattito verteva sul fatto di entrare con uno zaino in spalla e non con una sciabola, con un bastone o con altri arnesi contundenti che potenzialmente potevano arrecare danno a cose o persone.
Non capisco pertanto quali danni avrei potuto causare con uno zaino in spalla e quali danni, a parer loro, sicuramente non avrei causato se avessi avuto addosso una borsa indossata a tracolla, come del resto tutte le donne che in quel momento entravano e uscivano.
Chiedo alla Divisione Investigativa della Polisia Nasionale Veneta di indagare su quanto accaduto, episodio dalle sfacettature denigratorie nei confronti della mia persona in quanto da loro messo in atto difronte alla clientela presente.
Chiedo di essere risarcito per quanto sono stato costretto a subire.
Per i fatti suesposti si chiede la registrazione a ruolo giudiziario dei responsabili se ne sussistono le ragioni.
—
Ho Accettato il consenso de la Politega su la Privacy del sito.
BENEDETTO CELOT

La presente comunicazione (contrassegnata dal codice 0160328112452569) è pervenuta a seguito dalla compilazione del modulo on-line, predisposto dal Proveditorato Generale de la Polisia Nasionale Veneta del Governo Veneto Provisorio.
